Donne e lavoro: un binomio perfetto al Nobel

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Poteva essere più o meno questo il manifesto con cui il Dinamitificio Nobel rendeva nota, alla Val di Susa intera, l’intenzione di assumere personale femminile nel suo stabilimento di Avigliana.

Era la fine del Diciannovesimo secolo e molte vite stavano per cambiare radicalmente. L’annuncio era tutt’altro che accattivante, eppure, furono moltissime le donne che risposero all’appello e si presentarono al lavoro in fabbrica. Contadine, figlie di famiglie numerose, giovanissime che cercavano, anche inconsapevolmente, la possibilità di emanciparsi dalla gabbia dei matrimoni combinati o dal controllo dei padri padrone. Tutte venivano assunte, purchè libere da impegni famigliari.
Nessuna promessa di benessere, in quel manifesto ma, in fondo, un messaggio di libertà lanciato dalla mente di un filantropo com Alfred Nobel.

No, non erano solo le esplosioni, sempre in agguato, a fare di questo lavoro un rischio continuo. Erano gli impasti che bruciavano le mucose nasali, i fumi acidi che corrodevano i denti, i ritmi di lavoro serrati e la tensione con cui si maneggiavano i candelotti a logorare i lavoratori.

Tra le donne che risposero a questo annuncio di lavoro, tutt’altro che in linea con le pari opportunità, c’erano cinque donne, poco più che bambine, alle quali questa decisione avrebbe cambiato per sempre la vita. Clara, Rosa, Angela, Rosalia e Maddalena avevano un sogno da inseguire o un incubo da cui fuggire ma il loro risveglio fu qui, al Dinamitificio Nobel di Avigliana e, tutto il resto è “Dinamite”!

Le loro storie saranno raccontate dallo spettacolo “Dinamite” liberamente tratto da “Who won the Nobel Prize?” , di Laura Lucchini Balbo, scritto da Ether Ruggiero e diretto da Oscar Ferrari, in programma al Teatro di Caselette per Venerdì 8 Marzo.