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Il Castello di Caselette: dai Conti Cays al presente

Castello Cays caselette

Un Castello in cui i cittadini di Caselette si sono sempre riconosciuti e che assiste dall’alto alle tantissime Storie di Caselette.
Oggi non più visitabile, questo bene ha una storia da conoscere per capirne la natura e la bellezza.

Il Castello di Caselette: storia e descrizione

Passando per la Statale 24, in quel di Caselette, pare difficile resistere alla tentazione di andare a cercare quella torre che si scorge verso l’alto.

Allora, ci si avventura alla ricerca di quel gioiello e, più ci si avvicina e più si ha l’impressione di perderlo.

Quando un cartello ci rassicura sul fatto che siamo giunti al Castello Conte Cays, siamo quasi sconcertati dalla semplicità di quell’ingresso che quasi si confonde con i tanti altri delle case del centro storico.

Il Castello di Caselette è uno dei forti che costellano la Val Susa e che, nel corso dei secoli, si sono dovuti trasformare da fortezze per la protezione delle città a nobili residenze.

Le origini del Castello

L’alba di questo castello risale al XI sec. e da allora è passato di proprietario in proprietario: prima ai Savoia, poi ai Marchesi del Monferrato, più tardi ancora ai Savoia per poi andare ai Vagnoni di Trofarello e ancora ai Canali di Cumiana, ai Conti di Valperga, ai Capponi di Torino, alla famiglia Cauda e, infine, ai Conti Cays di Giletta.

L’interno del Castello

L’interno del castello è molto elegante, fatto di saloni e di sale importanti: la Sala degli Scudi, al secondo piano, dalla quale si accede all’ex biblioteca verandata e la Cappella Gentilizia nella quale, oltre ai dipinti che raffigurano Nostra Signora delle Grazie, San Luigi e San Liborio, possiamo apprezzare un parametro in raso ricamato dalla mamma e dalla moglie di Vittorio Emanuele II durante il loro soggiorno al castello.

Molto importanti sono anche la Cappella Centrale e la stanza in cui Don Bosco soggiornò più volte. All’interno del parco, la Cappella di San Liborio, luogo di meditazione per tutti coloro che furono ospiti, invitati al raccoglimento dall’essenzialità del luogo e dal pannello del Caffaro Rore che raffigura l’amore del Cristo in croce.

Castello Cays caselette

Le proprietà: dal Conte Carlo Cays ai Salesiani fino al presente

Purtroppo, da qualche anno, il Castello Cays di Caselette non è più visitabile. Oggi appartiene ad un privato ma il legame della cittadinanza a questo gioiello storico e architettonico è ancora molto forte.

Come anticipato, il Castello è passato nelle mani di diversi proprietari ma i periodi che lo hanno reso il vero simbolo di questo paese sono stati quelli della presenza dei Conti Cays e della gestione salesiana.

I Conti Cays

Alla fine del 1700, il Castello passo nelle mani dei Conti Cays, una ricca famiglia originaria di Nizza. Luigi Francesco fu il primo Cays a prendersi cura del Castello, ristrutturandolo nel 1814, ma furono Carlo Alberto Cays ed Emilia Provana del Sabbione i veri rappresentati della Famiglia Cays a Caselette.
Anche il ruolo di Carlo Alberto Cays, sacerdote salesiano, fu determinante anche per definire quello che sarebbe stato il futuro del Castello. Ma le immagini che più spesso si evocano quando si parla di Conti Cays a Caselette sono quelle di Luigi Casimiro Cays, con la moglie Antonia Cavalchini Garofoli, e quelle degli ultimi Conti abitati al Castello: Carlo Vittorio Cays e Giulia Celesia.

Il Castello come casa salesiana a Caselette

Nel 1943, la Contessa Giulia Celsia donò il Castello alla Congregazione di Don Bosco che ne fece un luogo di accoglienza per orfani, scelta giustificata dagli incipienti eventi di guerra.
Nel 1966, a seguito di importanti lavori di ristrutturazione, il Castello, insieme alla Foresteria, divenne un luogo destinato ad eventi e ritiri spirituali. Per molti anni i Salesiani hanno mantenuto in salute il Castello, lasciandolo aperto a turisti, sposi, e cittadinanza.

Il presente del Castello

Nel 2007 i Salesiani decisero di vendere il Castello. Questa decisione aprì, per questo bene dall’inestimabile valore affettivo per tutti i Caselettesi, un’epoca, tutt’oggi in corso, di chiusura e incertezza.

Purtroppo, da allora, quella torre che svetta tra gli alberi è l’unico segno visibile del Castello.

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